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Non è il sonno a provocare il sogno. È il sogno che chiama il sonno.

Il sonno è un processo naturale in grado di influenzare l’umore e le capacità di reazione di ciascuno, perché controlla tutto il metabolismo umano e può essere inteso biologicamente come una fase di recupero delle energie fisiche e mentali.

Il sonno può essere definito come uno stato di riposo caratterizzato dalla sospensione temporanea della coscienza e della volontà e si modifica con il progredire dell’età in rapporto al bisogno e agli stimoli endogeni e ambientali.

E’ importante che l’avventura quotidiana si costruisca proprio a partire dalla ricerca di un sonno di qualità: i momenti più salienti della giornata sono il risveglio e l’addormentamento. Non è possibile stabilire una durata del sonno ottimale, non esiste un tempo standard, perché questo è un fatto individuale e diverso da una persona all’altra. Importante è la qualità del sonno piuttosto che la quantità che varia secondo le esigenze personali.

Dormire un minimo di sette ore per notte è un lusso, un piacere o un dovere? La risposta giusta per la scienza è la terza. Da quanto emerge da una ricerca svolta dall’Università del Surrey in Inghilterra, basta un’ora di sonno in più o in meno per cambiare la qualità della vita e anche le prospettive di salute delle persone. Una deprivazione leggera di sonno sembra sufficiente per incidere su processi infiammatori, risposte immunitarie, reazioni allo stress, metabolismo cellulare. Si stima che un terzo delle persone dorma troppo poco, molto meno delle 7-9 ore al giorno consigliate dagli specialisti. Colpa delle preoccupazioni per il lavoro che c’è e per quello che non c’è, di un eccesso di stimoli, di abitudini sbagliate, dei rumori, della cultura della fretta. Un giorno avremo una pillola capace di mimare gli effetti benefici di una bella dormita? C’è da dubitarne, la biologia del sonno è troppo complicata. L’unica rivoluzione possibile è cambiare il nostro punto di vista. Se dalle ore che passiamo sdraiati e incoscienti dipendono salute, efficienza, creatività, memoria, stabilità emotiva, allora dormire bene non è tempo sprecato, è un impegno che vale la pena di assumersi. Eraclito lo ha scritto 2500 anni fa e David Randall lo ricorda nel libro “Dreamland”: anche un’anima immersa nel sonno in realtà è al lavoro.

(Pubblicato sul Corriere della sera)